Come diventare psicologo. Oltre l’università

Diventare psicologo non è solo una questione di laurea. È un percorso più profondo, fatto di esperienze, incontri e crescita personale.

Per spiegare cosa intendo, parto da un ricordo: una lezione al secondo anno di università. Eravamo in aula e ci venne chiesto di simulare un colloquio tra psicologo e paziente. Fu un disastro, imbarazzo, silenzi, nessuno sapeva cosa dire, cosa fare, come muoversi.

La docente dunque interruppe tutto e chiese all’aula quanti studenti avessero avuto esperienza di percorso psicologico. Le mani alzate, cona mia grande incredulità, furono pochissime. 

Lì ho capito una cosa semplice. Aver vissuto un percorso da paziente ti dà qualcosa in più. Non perché “ti rende bravo”, ma perché ti abitua a osservare: te stesso, l’altro, la relazione. Vedi come lavora uno psicologo, come ascolta, come interviene, come gestisce anche i momenti difficili.

Essere pazienti, non come aggettivo ma come sostantivo, trovarsi in cura, questo è il primo passo per diventare bravi psicologi. Crescere come persona e professionista non è solo risolvere l’ansia, trovare modi per gestire emozioni che prima prendevano il sopravvento, ma è anche acquisire un modo di pensare, di vedere l’altro, di essere curiosi.

Dopo l’università, poi, non è immediato lavorare subito come psicologo. Un passaggio utile è fare esperienza come educatore, specie nei servizi domiciliari. È in questi contesti che incontriamo il disagio, ci immergiamo nelle famiglie, diventiamo un punto di riferimento per i ragazzi che seguiamo.
E soprattutto nei momenti più difficili. Quando qualcuno è in crisi, piange, urla. In quei momenti non conta cosa “dovresti fare”, ma come stai tu: cosa provi, come reagisci, che presenza riesci a essere. Sono le stesse problematiche che si pone il clinico di fronte a un paziente. 

Ma sarà soprattutto il momento del distacco, il termine dell’incarico, l’addio definitivo che avrà grande importanza nella nostra formazione. La gestione della tristezza, dell’impotenza, vedere il dolore dell’altro è fondamentale nella vita così come nel lavoro clinico. 

Alla fine, essere psicologo non è solo avere un titolo. È continuare a mettersi in gioco, restare curioso, e imparare ad ascoltare davvero gli altri e se stessi.

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Psicologo Online? Una scelta Bio